L'APE é indispensabile alla vita

                                                                                                                                                            

L'ape domestica ,in un giorno, può visitare in media 700 fiori. Se questo valore

si moltiplica per le 20.000 api bottinatrici presenti in un alveare,in produzione

primaverile o estiva,i fiori visitati quotidianamente da una famiglia di api sono

circa 14 milioni .Per produrre un chilo di miele vengono percorsi in media circa

150.000 chilometri ,quasi quattro volte il giro della Terra,con una velocità di

volo di 24 chilometri orari che può arrivare fino a 29 chilometri orari.

Le api ricavano dal nettare gli idrati di carbonio utilizzati per la sopravvivenza

degli adulti e della covata,dal polline assumono le proteine e gli aminoacidi,i

lipidi ,i sali e le vitamine indispensabili all'allevamento delle larve.

Ogni alveare raccoglie il nettare in un raggio di 3 km,(un area corrispondente a

oltre 4000 campi da calcio) garantendo l'impollinazione su quasi 3.000 ettari.

La morfologia dell'ape é strettamente legata all'impollinazione: l'insetto é rivestito di peli che, in occasione delle visite ai fiori, si ricoprano totalmente di granuli

di polline (della dimensione di qualche decina di micron) e così trasporta i gameti maschili ai pistilli (organi femminili floreali)assicurando la riproduzione della vita e la biodiversità. L'impollinazione è fattore indispensabile per numerose colture. La produzione dell'84% delle specie coltivate

in Europa dipende direttamente dalla impollinazione degli insetti "Bernard Vaissière

INRA  Avignone).

Dall'impollinazione delle api dipendono anche numerose colture ( albicocco ,mandorlo,ciliegio,fragola pesco,pero, melo,prugna, zucchina,melone anguria,kiwi,gira-

sole ,colza ecc. ) Dagli insetti impollinatori dipendono le produzioni di seme di

numerose piante coltivate(come finocchio, cavolo, cipolle,basilico porro...)

Dal 2000 ad oggi in Italia,in Europa e nel mondo,si annoverano importanti perdite

annualmente nell'ordine del 30-50% degli allevamenti apistici in interi paesi,zone

e regioni. Ciò comporta immediate conseguenze per le colture e le piante spontanee

forestali. Negli Stati Uniti D'America (primo produttore di mandorla: 220.000 ettari

che necessitano del servizio di impollinazione di un milione di alveari), in conseguenza dei recenti gravi problemi delle api ,si è determinata una perdita di

produzione di oltre il 30 %.  Se l'ape domestica é accudita e allevata dagli agricoltori ,che ricostruiscono pazientemente i loro apiari dalle perdite subite, gli insetti

solitari che rappresentano l'80 % delle varie razze di apoidei, sono soggetti  a spari-

zione o addirittura di estinzione. Uno studio pubblicato dalla rivista inglese Scienze

-7/06- conferma rispetto al 1980 la perdita del 52% delle api selvatiche in GRAN

BRETAGNA  e del 67% dei PAESI BASSI. La percezione di tale enorme danno alla

biodiversità e alla vita vegetale e animale non è immediata e facile. Gli allarmi

degli apicoltori non sono altro che la punta dell'iceberg di un enorme e invisibile

squilibrio ambientale. Ogni anno gli allevatori d'api perdono e ricostruiscono, un

alveare su quattro di quelli che allevano. Le motivazioni vengono annoverate da

intersecati fenomeni:

cambiamenti climatici che incidono sull'alveare,la cui sopravvivenza e produzione si

sono definite e selezionate nei millenni in funzione del bioritmo, delle stagioni e delle fioriture. Diffusione di patologie e di parassitosi (in Italia :Varroa destructor

e varie forme di nosema).  Riduzione delle zone e delle risorse di pastura per" l'appiattimento "del paesaggio rurale e della varietà floreale. la principale ragione è

tuttavia da ricercarsi nell'inquinamento crescente delle fonti di nutrizione delle

api.  Dagli anni Ottanta l'uso crescente di erbicidi estremamente efficaci ha comportato un impressionante impoverimento delle disponibilità di nettare e polline in natura. La principale insidia deriva dall'utilizzazione, iniziata nei primi anni 90,di una nuova generazione di insetticidi nicotinoidi detti sistemici: la molecola e i suoi metaboliti vengono assorbiti dalla pianta e, tramite la linfa, veicolati a tutte le sue parti ,organi floreali compresi. In molti casi questi prodotti vengono usati  anche per la concia delle sementi.  Le api si intossicano per contatto quando il trattamento

è effettuato in periodo di semine o di bottinatura  o per ingestione ,quando raccolgono nettare, acqua o pollini contaminati con il pesticida sistemico.

Oggi solo le intossicazioni acute vengono prese in considerazione. Sono possibili

intossicazioni croniche sia per l'ingestione di nettare contaminato con dosaggi

infinitesimali,ma in grado di comportare disturbi fisiologi e nervosi,sia per l'in-

gestione autunnale o invernale di polline contaminato stoccato a tempo