AFFUMICATORE: strumento che consente all'apicoltore di tranquillizzare le api e, di conseguenza, avvicinarsi senza pericolo agli insetti

ALVEARE : arnia provvista di favi e popolata di api.


APE: l'ape cosiddetta domestica ( APIS MELLIFERA ) é un insetto sociale dell'ordine degli imenotteri appartenente alla famiglia degli APIDI.  IL genere APIS comprende altre specie tutte produttrici di miele; tra le sottospecie ( da alcuni autori denominate anche con il termine di "razze" ) europee dell' A. MELLIFERA, si distinguono  APIS MELLIFERA LIGUSTICA o ape italiana o ligustica, bruno - giallo dorata, A. M. CARNICA o ape grigia, A,M, MELLIFERA o ape nera e A. M. SICULA anch'essa nera. Le api, allevate essenzialmente per la produzione del miele , della cera e per incrementare l'impollinazione delle piante coltivate, vivono in colonie polimorfe permanenti costituite da molte migliaia di femmine sterili (API OPERAIE) responsabili del funzionamento della colonia ( raccolta del cibo, allevamento delle regine e della covata, pulizia, termoregolazione, ecc ), un'unica femmina fertile (APE REGINA) che ha il compito dell' ovideposizione, ed alcune centinaia di maschi ( FUCHI ) delegati alla fecondazione dell'ape regina. Nel genere APIS  i singoli individui non hanno alcuna autonomia al di fuori della colonia.


APE OPERAIA: individuo di sesso femminile , ma con apparato riproduttivo non sviluppato, dotato di pungiglione , occhi grandi composti, corpo nero, con parti del tegumento e peli di colore diverso a seconda della sottospecie, apparato boccale lambente succhiante, zampe con modificazioni atte alla raccolta, accumulo e trasporto del polline.


APE REGINA: individuo di sesso femminile , con apparato riproduttivo sviluppato, dotato di pungiglione; condiziona e coordina la vita e le attività della colonia attraverso segnali chimici (feromoni) ed é determinante per la fondazione di nuove colonie.

APE REGINA BUCKFAST:Le api regine Buckfast, derivano dall’incrocio tra una regina italiana e i fuchi appartenenti al ceppo inglese. Dal punto di vista storico, fu Padre Adam, monaco dell’abbazia benedettina di Buckfast, localizzata nel Devon, contea del Regno Unito, a realizzare questo incrocio.
 Negli anni ‘50, il monacò viaggiò in Europa ed in Medio Oriente alla ricerca di altre razze di api. Tra gli incroci più importanti si ricordano quello con l’Apis Mellifera Cecropia (1952) e quello tra le regine dell’Anatolia con i fuchi dell’ibrido avvenuto nell’abbazia di Buckfast. Nel 1987, il monaco effettuò incroci con  due razze africane: l’ape Monticola e l’ape Scutellata

APIARIO: insieme di alveari collocati in un luogo definito postazione.

 

 

 

APICIDIO: uccisione delle api. Prima dell'avvento delle arnie a favo mobile e dell'apicoltura razionale .L' apicidio era il metodo usato per recuperare il miele dall'arnia villica. Oggi con apicidio si indicano le sempre più frequenti stragi  di colonie causate dalla diffusione di prodotti fitosanitari di uso agricolo e di inquinanti  ambientali.


APICOLTURA: allevamento delle api finalizzate principalmente alla produzione del miele e della cera; si definisce razionale quando vengono messe in atto tecniche di conduzione che consentono il controllo delle colonie e ne evitano l'uccisione per raccoglierne i prodotti. E' una forma di allevamento atipico in cui la domesticazione, ovvero la selezione da parte dell'uomo, é contrastata dall'antagonismo delle api che mantengono una netta autonomia nella produzione e nella scelta delle fonti di nutrimento.  

ARABA FENICE ha l’aspetto di un’aquila reale con il piumaggio color d’oro nel collo, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee.

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ARNIA: cassetta o altra struttura apprestata dall'uomo per l'allevamento delle api. Normalmente questo termine si riferisce ad un manufatto di tipo "razionale", ovvero ispezionabile e con favi mobili, tale da permettere il massimo controllo possibile della colonia. Tuttavia é stato usato in passato anche per indicare manufatti privi di questi  requisiti.


BUGNO: arnia rustica a favo fisso simile ai ricoveri naturali delle api. Si usava anche indicare con bugno d'api un'arnia rustica popolata . In origine bugno e arnia erano sinonimi e solo dopo l'introduzione delle arnie a favo mobile si é cominciato a usare il termine bugno come contrazione di bugno villico ed il termine arnia per arnia razionale.

CELLA REALE:


un favo w

CERA:  miscela complessa di esteri, idrocarburi ,acidi grassi, alcoli e steroli prodotta dalle api operaie per la costruzione dei favi, deriva dalla secrezione di particolari ghiandole addominali ( ghiandole ceripare). 
Si presenta solida , ma acquista consistenza plastica già a 32° C; di colore inizialmente bianco vira fino al bruno a seconda delle sostanze con cui viene in contatto. Gli usi sono molteplici: in farmacologia e cosmetica , conservazione degli alimenti, illuminazione, come isolante, impermeabilizzante, lubrificante, per lucidi, vernici, metalloplastica, ecc. in apicoltura la cera viene riutilizzata per la produzione dei fogli cerei. (vedi favo ).:
Per fare 1 g di cera servono 10 g di miele

 

 

Entomofagia: cioè il mangiare insetti è una cosa tradizionale in molte culture asiatiche, “ in futuro ci mangeremo i fuchi ? “, i fuchi contengono proteine, vitamine , acidi grassi e minerali.

GENOTIPO (dal tedesco Genotypus, a sua volta derivante dall'unione di "Gen" ovvero gene e della parola greca "τύπος" ovvero tipo) si riferisce all'insieme di tutti i geni che compongono il DNA (corredo genetico / assetto genetico / identità genetica / costituzione genetica / costituzione allelica) di un organismo o di una popolazione. Ogni gene, singolarmente e/o in modo cooperativo, contribuisce in maniera diversa allo sviluppo, alla fisiologia e al mantenimento funzionale dell'organismo.

L'insieme dei caratteri osservabili viene chiamato fenotipo. Il genotipo, da solo, non definisce o determina il fenotipo, piuttosto interagisce con l'ambiente (esterno o interno) nel determinarlo. Quindi due individui con lo stesso genotipo (ad esempio gemelli monozigoti) non necessariamente hanno un fenotipo identico: ciò può essere spiegato attraverso i meccanismi dell'epigenetica, ossia quell'attività di regolazione genica che, attraverso processi chimici, pur non alterando direttamente la sequenza nucleotidica, può modificare il fenotipo dell'individuo o della progenie. Questi fenomeni epigenetici alterano l'accessibilità fisica al genoma da parte di complessi molecolari deputati all'espressione genica, e quindi influenzano il funzionamento dei geni.

Fenotipo (dal greco phainein, che significa "apparire", e týpos, che significa "impronta") si intende l'insieme di tutte le caratteristiche manifestate da un organismo vivente, quindi la sua morfologia, il suo sviluppo, le sue proprietà biochimiche e fisiologiche comprensive del comportamento. Questo termine viene utilizzato in associazione al termine genotipo, dove per genotipo si intende la costituzione genetica di un individuo o di un organismo vivente.

"Il fenotipo è il frutto dell'interazione tra ambiente e genotipo". Infatti il rapporto tra fenotipo e genotipo è pressoché flessibile. È su questo rapporto che si basa l’adattamento che gli organismi viventi attuano per poter sopravvivere ai cambiamenti dell'ambiente, e quindi sfruttare al massimo e in ogni momento tutto ciò che l'ambiente stesso può offrire, e per la sopravvivenza della specie; anche le cellule, pur possedendo lo stesso genotipo, possono avere un fenotipo diverso all'interno di uno stesso organismo.

 QTL (dall'inglese Quantitative Trait Locus) è una regione di DNA associata ad un particolare carattere quantitativo. Il QTL è strettamente associato ad un gene che determina il carattere fenotipico in questione o partecipa nella sua determinazione. Normalmente infatti un carattere quantitativo è determinato dalla somma dell'azione di più geni (un fenomeno detto additività). Di conseguenza più QTL, che possono trovarsi anche su diversi cromosomi, sono associati ad un singolo carattere. Il numero di QTL coinvolti in un carattere fornisce informazioni sull'architettura genetica del carattere; per esempio indica se l'altezza di una pianta è determinata da molti geni, l'effetto di ognuno dei quali è di portata limitata, oppure invece da pochi geni con un effetto più marcato.

 

 CERA2wFAVO : unità strutturale del nido di molti imenotteri  composto da celle contigue per lo più a sezione esagonale e a fondo cieco in cui vengono disposte le uova, allevata la covata e immagazzinate le riserve alimentari. Nel genere APIS il nido è formato da più favi di cera, a doppia faccia, verticali e paralleli fra loro. Nel genere VESPA il nido é costituito da favi di materiale cellulosico, a faccia singola, sovrapposti e paralleli al terreno con l'apertura delle celle rivolta verso il basso.

FUCO: maschio delle api. A differenza dell'ape operaia, il maschio nasce da uova non fecondate (partenogenesi apioide arrenotoca), é di dimensioni maggiori , ha un apparato boccale inadatto alla raccolta del nettare , le ali superano la lunghezza dell'addome , presenta occhi più grandi congiunti frontalmente ed é privo del pungiglione. Nella colonia sembra rivestire alcuni compiti cooperativi nel controllo della termoregolazione , nella raccolta dell'acqua e nella circolazione del cibo, ma la sua funzione principale riguarda la fecondazione della regina a seguito della quale esso muore. La presenza dei maschi in alveare, normalmente poche centinaia, é in funzione del periodo riproduttivo , trascorso il quale essi  muoiono o vengono allontanati dalle operaie anche in modo cruento.


 PAPPA REALE:  prodotto dalla secrezione ghiandolare delle api operaie utilizzata per alimentare tutte le larve di età inferiore ai 3 giorni e la regina in tutti gli stadi, giovanile e adulto. In realtà si dovrebbe distinguere la  "gelatina di operaia" dalla  "gelatina reale" per una lieve differenza fra i due prodotti ed é solo quest'ultima  che trova uso nei settori farmaceutico, cosmetico e degli integratori alimentari. Tuttavia la sua complessa composizione impedisce ancora oggi di confermare che gli elementi  nutrizionali in essa presenti abbiano un reale effetto biologico o terapeutico sull'uomo.


IDROMELE: bevanda alcolica derivante dalla fermentazione di una soluzione in acqua di miele in percentuali variabili (20-40%) a seconda del grado alcolico richiesto.

MARCATURA ape REGINA.A seguito d'accordi internazionali, le api regine, sono marcate annualmente con una serie periodica di cinque colori diversi. Sono stati scelti cinque colori, in funzione del loro nome in ordine alfabetico, si attribuisce sempre agli anni che terminano per zero o per cinque il colore azzurro e a tutti gli altri la tinta che segue rispettando l'ordine alfabetico

Ecco un esempio visivo, dei colori utilizzati, in funzione dell'anno.

Azzurro

Bianco

Giallo

Rosso

Verde

Anno 2010-2015

Anno 2011-2016

Anno 2012-2017

Anno 2013-2018

Anno 2014-2019


MELATA: sostanza zuccherina prodotta da insetti che succhiano la linfa delle piante , trattenendo le sostanze azotate ed espellendo la componente glucidica che si deposita su foglie e rami. E' appetita da molti  insetti  fra cui le api che la bottinano per la produzione di miele in alternativa al nettare,


MIELE: sostanza zuccherina variamente aromatica derivata dal nettare dei fiori o dalla MELATA, vedi che le api  bottinano , trasformano, combinandoli con sostanze specifiche proprie, e immagazzinano nei favi dell'alveare per il loro consumo, inizialmente liquido, col tempo tende a cristallizzare tanto più velocemente quanto maggiore é il suo contenuto di glucosio. Il colore - da molto chiaro, trasparente, al bruno scuro - la consistenza, il sapore e l'aroma differiscono a seconda dell'origine. E' un alimento usato anche in farmacologia e cosmetica.   I FRUTTI DELLA TERRA PROMESSA" : frumento, orzo, viti, fichi, melograni, olivi, miele.  

 

NETTARE:liquido zuccherino prodotto dai fiori per attirare gli insetti impollinatori

 

sali.b12 001 POLLINE: UN DONO DELLA NATURA. Il polline è il principio maschile della pianta che viene trasportato dal vento e dalle api  fino ai fiori femminili da fecondare.

COME AVVIENE LA RACCOLTA DEL POLLINE SUI FIORI: Tutte le api operaie sono in grado di raccogliere il polline in quanto sono provviste di particolari ricettacoli esterni situati sulle zampe posteriori chiamate "cestelle". Passando di fiore in fiore il polline raccolto aumenta fino a che raggiunto il pieno carico, la bottinatrice torna all'alveare, il pieno carico corrisponde  in media 7,5 mg. per pallottolina.UN SUPERALIMENTO, il più ricco che esiste in natura


PROPOLI: sostanza ceroso-resinosa  di colore giallo-bruno derivata dalla raccolta e dall'elaborazione da parte delle api delle resine che ricoprano gemme e cortecce di alcune piante. le api la usano in alveare come mastice, stucco o vernice per fissare i favi, riempire le fessure, chiudere i fori, rivestire le celle da covata. possiede molteplici  proprietà  -  antibiotica, antimicotica, antiossidante, cicatrizzante,antiputrefattiva,ecc.  -  utili alle api per mantenere l'igiene dell'alveare; per queste proprietà viene impiegata anche in veterinaria, farmacologia e cosmetica. La propoli trova inoltre impiego tecnologico quale vernice per il legno come avviene fin dal '700 da parte dei liutai cremonesi.


SCIAME: in generale il termine indica un insieme di insetti adulti che vola in maniera coerente; in apicoltura si riferisce ad una precisa fase vitale di una famiglia di api, quando un gruppo di api comprendente una regina si sposta in volo libero o sosta aggrappato a un supporto. 

SCIAMATURA: rappresenta  la modalità riproduttiva della colonia, allorchè in primavera la vecchia regina, accompagnata da una parte delle operaie e da alcuni maschi, abbandona il vecchio nido per formare una nuova famiglia. Cause della sciamatura: ristrettezza volume dell’alveare in fase di crescita, intasamento da polline, stimolazione alla deposizione con nutrizioni. La tendenza alla sciamatura può essere gestita, con il cambio delle regine dopo 2 annate di produzione poichè  più del 90 % delle regine di 2 anni sono ancora presenti. Dopo il 24 Giugno, festa di San Giovanni, cessa  la tendenza delle api a  sciamare.

   

SMIELATURA: estrazione del miele dai favi per centrifugazione

TELAINO: cornice in legno che ha al centro un foglio di cera prestampato a celle esagonali (foglio cereo) sul quale le api costruiscono il favo

UNIFLOREALE: miele proveniente da un'unica origine botanica